La mostra di Fabrizio Dusi Le parole degli altri propone un percorso immersivo tra parola, materia, luce e relazione, in dialogo con gli ambienti storici di Palazzo Martinengo di Villagana, che ha come fulcro concettuale il linguaggio verbale inteso non soltanto come strumento di comunicazione, ma come veicolo di identità. In un mondo che tende ad appiattire le differenze e a rendere la comunicazione sempre più veloce e sintetica, La Galleria BPER invita ad accogliere le parole degli altri come patrimonio da custodire e comprendere.
Il tema scelto, cioè la parola espressa attraverso la voce, connette idealmente l’esposizione bresciana con la mostra in corso nella sede de La Galleria BPER di Modena “Il tempo della scrittura. Immagini della conoscenza dal Rinascimento a oggi”, a cura di Stefania De Vincentis, da un’idea di Francesca Cappelletti, visitabile sino a febbraio 2026 , che tratta invece la parola scritta, in una riflessione più ampia che celebra la trasmissione del sapere, la paideia. Un percorso ideale, quello compiuto dalle due esposizioni, intorno al linguaggio sviluppato attraverso opere che vanno dall’antico sino al contemporaneo, dimostrando come l’arte custodisca in ogni epoca storica il suo valore di attualità.
L’invito rivolto a Fabrizio Dusi rinnova la collaborazione con l’artista avviata con la mostra All that glitters is not gold, presentata negli spazi di BPER Private Cesare Ponti di Milano e curata da Giorgia Ligasacchi nel 2023, e proseguita nel 2024 con il progetto speciale concepito appositamente per il percorso PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) del Liceo Classico e linguistico Muratori-San Carlo di Modena. Una collaborazione che racconta l’attività de La Galleria BPER nel sostegno all’arte contemporanea e nella produzione di appuntamenti espositivi e culturali, che si estende oltre la gestione della propria collezione.
La mostra intreccia due archetipi fondamentali della tradizione biblica e dell’iconografia storico-artistica: la Torre di Babele e l’Annunciazione. Da un lato, la frantumazione dei linguaggi e l’impossibilità di comprendersi, e, dall’altro, l’irrompere della parola come rivelazione, ascolto e possibilità di scelta. Due immagini opposte, ma profondamente connesse: se Babele è confusione, l’Annunciazione è dialogo consapevole.