La Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea a Thiene segna l’esordio italiano di Annette Barcelo (1943) con la mostra Melamptha. A cura di Sara De Chiara, il progetto espositivo è suggerito dalla figura mitologica dell’indovino e guaritore greco Melampo, che ricevette il dono di comprendere il linguaggio degli animali e di predire il futuro degli uomini; ma Melampo è anche il titolo del romanzo breve di Ennio Flaiano (1970), in cui si verifica l’inaspettata metamorfosi della protagonista che assume il comportamento di una cane, devoto e istintivo, portando alla fine della sua relazione amorosa.
Le opere dell’artista svizzera, infatti, danno forma a un immaginario femminile sospeso tra realtà e irrealtà, vita e aldilà. I suoi dipinti si offrono come spazi liminali in cui il corpo femminile sfuma e si confonde con il paesaggio circostante, i suoi elementi e le sue creature, fiori e animali, in atmosfere cariche di simboli e significati misteriosi. Rappresentativi di questo ciclo sono le opere Ricordo di Rimini e Ricordo di Siena (2024), oltre che le tavole di Monsieur le consul (2018).
La mostra segna l’esordio italiano di Barcelo, riunendo trent’anni di attività artistica, con una selezione di opere provenienti dal suo archivio, alcune delle quali mai esposte prima, tra queste Der Trommler (1996), appartenente alla prima produzione degli anni Novanta in cui il protagonista, forse uno sciamano, è impegnato a percuotere il suo tamburo, il cui suono si propaga visivamente nello spazio, trasformando la frequenza in un pattern di profili di uccelli che si involano, suscitando in chi lo guarda una nuova forma di incanto verso il mondo.
Contemporaneamente, la Fondazione ospita la personale Visioni di Frieda Toranzo Jaeger, a cura di Sara De Chiara, rinnovando il proprio impegno nella valorizzazione dei migliori talenti del panorama artistico internazionale e nella costruzione di un crocevia internazionale, che dal cuore di Thiene rivolge lo sguardo verso lo scenario culturale internazionale.