La Società delle Api si sposta a Roma

14 Febbraio 2026 -
Società delle Api
Roma
A cura di Società delle Api
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Artisti, designer, curatori e critici hanno realizzato un contributo visivo per celebrare l’apertura della nuova sede

Sono oltre 70 le personalità del network internazionale legate alla Società delle Api che partecipano all’evento inaugurale di sabato 14 febbraio 2026 per l’apertura del nuovo spazio in Via Gregoriana, 40 a Roma.

Dice Silvia Fiorucci, fondatrice della Fondazione, «Questa apertura rappresenta l’avvio di un nuovo capitolo nella storia della Società delle Api e mette in atto l’idea di una vera e propria migrazione collettiva verso Roma, un abbraccio che arriva nella capitale italiana e che vede gli artisti protagonisti in prima persona, presenti con il loro contributo e la loro partecipazione attiva, a testimonianza della forza e della vitalità della Società delle Api».

Artisti, designer, curatori e critici internazionali sono stati invitati a realizzare un contributo su carta in formato A4, concepito appositamente per celebrare il momento e questo nuovo luogo. Un gesto simbolico che nella sua semplicità materiale, restituisce l’essenza del progetto, fondato sull’idea di appartenenza a una comunità, sulla condivisione e sull’accoglienza: offrire agli artisti una “casa” dove poter sviluppare e condividere le proprie ricerche. Le realizzazioni visive e una presenza così estesa, restituiscono lo speciale significato che l’associazione conferisce all’abitare uno spazio, al riconoscersi in un luogo e costruire un lessico condiviso a partire da segni minimi e personali.

Nella giornata di apertura, alla dimensione visiva si affianca un intervento sonoro con la performance (ore 18:30) di Heith, nome d’arte di Daniele Guerrini, con le sue Speaking Bows, realizzate in collaborazione con il designer Giorgio Di Salvo. Speaking Bows è un’opera sonora site specific per speaker a batteria, ispirata alle prayer machines, una tecnologia rituale inventata in Tibet tra il IV e il V secolo d.C. e successivamente diffusa in tutte le grandi religioni monoteiste. Heith reinterpreta questo oggetto dalle origini antiche trasformandolo in uno speaker portatile contemporaneo che rimette al centro la funzione più arcaica della musica, quella rituale, capace di attraversare lo spazio e i corpi come una presenza sospesa tra meditazione ed estasi. La composizione musicale, concepita appositamente per il luogo, accompagna l’attraversamento degli ambienti come un gesto di ascolto e trasmissione, sottolineando la natura esperienziale e relazionale dell’incontro inaugurale. Speaking Bows è una serie di due sculture, ciascuna un pezzo unico assemblato a mano.

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