La seconda edizione di Inserzioni, a cura di Francesco Manacorda, con l’intervento di Huda Takriti curato da Linda Fossati, Inserzioni coinvolge per questa edizione Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti, le cui pratiche affrontano temi legati alla memoria, alla genealogia e alla costruzione delle narrazioni collettive in contesti geografici e culturali differenti.
Il progetto si radica nella vocazione originaria del Castello di Rivoli come luogo aperto all’intervento diretto degli artisti, in cui l’architettura diventa condizione generativa. Gli artisti sono così chiamati a partecipare attivamente alla scrittura della storia espositiva del Museo, contribuendo all’evoluzione del suo patrimonio culturale.
L’intervento di Gabriel Chaile (San Miguel de Tucumán, 1985) si presenta in dialogo con il pozzo medievale del Castello, che connette l’edificio alla collina. Lo spazio diventa un ambiente sospeso tra diorama storico e scenario fantascientifico, abitato da una figura antropomorfa in creta e da elementi che evocano un accampamento precario. L’opera suggerisce una condizione di sopravvivenza post-apocalittica, intrecciando memoria e immaginazione. La sua ricerca si fonda sulla “genealogia della forma”, intesa come deposito di stratificazioni culturali. Le sculture, in argilla, terra e adobe, richiamano tradizioni e cosmologie indigene del nord-ovest argentino.
Lonnie Holley (Birmingham, 1950), invece, presenta nuove sculture e dipinti concepiti per la Sala dei Continenti, decorata con allegorie geopolitiche del XVIII secolo. In continuità con la Black Art del sud degli Stati Uniti, utilizza materiali di recupero trasformandoli in assemblaggi carichi di memoria. Il suo processo intuitivo affronta temi come disuguaglianze sociali, violenza storica e possibilità di trasformazione. Le opere instaurano una tensione critica con le rappresentazioni della sala. Ne emerge una rilettura del potere e della memoria collettiva.
La pratica di Huda Takriti (Damasco, 1990) intreccia ricerca d’archivio, video e installazione. Per Inserzioni presenta un progetto che include il video Clarity is the Closest Wound to the Sun (2023) e nuove produzioni come It Is Always Midnight In Their Minds (2026). Il lavoro indaga le relazioni tra ENI, le ex colonie europee e i processi di decolonizzazione del secondo dopoguerra. Evidenzia le connessioni tra politica, interessi economici e industria cinematografica. Un’installazione in vinile, concepita come affresco contemporaneo, dialoga con lo spazio e riflette sulla costruzione dell’immaginario collettivo.