4 Giugno 2026 -
15 Gennaio 2027
Platea | Palazzo Galeano
Lodi
A cura di Giovanna Manzotti
#giovanna manzotti
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platea palazzo galeano
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programmazione 2026
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arte contemporanea
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lodi

Con la seconda mostra di Fivefold Tuning, prosegue la nuova stagione espositiva di Platea tra installazione permanente e interventi progressivi

La scultura di Federica Balconi concepita per Platea, dal titolo Guastafeste, si configura come un’opera che, nella sua comparsa nello spazio con un’attitudine ironica e spiazzante — per colore, forma e postura —, instaura una felice relazione con | senza | soluzione di continuità, non senza interferire con il suo rigore formale. Elemento quasi residuale, finito lì all’improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l’opera è la rivisitazione scultorea di un festone che si prende spazio di azione e riposo. Se Moro, con le sue superfici riflettenti, apre la vetrina alla città, Guastafeste aggiunge alla natura permeabile e collettiva dell’operazione un pizzico di gioco e di irriverenza.

La ricerca scultorea di Federica Balconi intreccia progettazione, meccanica e riferimenti all’architettura e al design, affrontati attraverso soluzioni compositive volutamente fragili e instabili. Le sue opere mettono in discussione la funzionalità dei materiali e le convenzioni costruttive, trasformando la logica progettuale in un esercizio di precarietà. Le strutture risultanti rivelano una dimensione ironica e disfunzionale, in cui la tensione tra razionalità tecnica e fallimento diventa elemento centrale del lavoro.

Oltre a Federica Balconi, la struttura temporale estesa di Fivefold Tuning concepita come un unico piano sequenza, vedrà la partecipazione di Lorena Bucur (Cremona, 1996), Diana Lola Posani (Milano, 1994) e Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) che entreranno progressivamente in scena tra giugno e novembre 2026, intervenendo sempre all’interno dell’ambiente ideato da Liliana Moro.

Il titolo del progetto evoca un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimità e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso.

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