In piena sintonia con il principio generativo della rassegna Fivefold Tuning, l’opera di Lorena Bucur, dal titolo Resto poco, torno presto, prende forma, oltre che dall’esplorazione del territorio, da un profondo dialogo con lo spazio espositivo e con gli interventi precedenti | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro e Guastafeste di Federica Balconi. Lavorando direttamente su elementi già presenti collocati sulla soglia tra dimensione pubblica e area espositiva – i due piedritti lapidei esterni ai lati della vetrina e l’architrave interno sopra la porta scorrevole –, l’artista crea una cornice strutturale e visiva, invitando lo sguardo a soffermarsi su porzioni architettoniche che normalmente tendono a passare inosservate. Il linguaggio materico scelto da Bucur è quello del cemento, materiale che richiama i processi di trasformazione e stratificazione dell’ambiente urbano, sulla cui superficie sono stampate alcune fotografie scattate nel territorio lodigiano durante un periodo di residenza a Platea. Ne risulta un paesaggio soggetto a parziale logoramento, dove le immagini affiorano come tracce residuali, segni visivi che sembrano emergere direttamente dalla memoria materiale del luogo.
La ricerca artistica di Lorena Bucur esplora il fragile confine tra memoria e oblio, permanenza ed erosione. Attraverso un’indagine materiale del tempo e del luogo, l’artista traduce le immagini fotografiche in oggetti e superfici concreti, destinati a trasformarsi. Le sue opere, spesso radicate nella forma di manufatti quotidiani, evolvono tramite processi che includono il logoramento e il divenire, incorporando lo scorrere del tempo nella loro struttura fisica. La sua pratica si formalizza nella progettazione e nella realizzazione di oggetti-immagine e sculture di tessuto e cemento che invitano a interrogarsi sulla storia latente delle cose che ci circondano e sulla natura mutevole del ricordo.