Body in Motion, con opere provenienti dalla Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea, riunisce artiste e artisti internazionali in una riflessione sul corpo come spazio di relazione, identità e trasformazione. Attraverso installazioni, fotografia, scultura e pittura, il percorso espositivo indaga il corpo nella sua dimensione fisica, emotiva e politica, mettendone in luce fragilità, tensioni e possibilità di resistenza.
I temi del potere, del controllo e dello sguardo attraversano le opere di Monica Bonvicini, Talia Chetrit e Joanna Piotrowska, che riflettono sulle dinamiche tra individuo e società, tra osservatore e osservato, tra cura e costrizione. Sam Durant e Mona Hatoum affrontano invece il corpo come luogo di tensione politica e sociale, segnato da conflitti, instabilità e movimenti collettivi.
Una dimensione più onirica e immaginifica emerge nei lavori di Margherita Raso e Valerio Nicolai, dove il corpo si trasforma in presenza sospesa, in equilibrio tra realtà e sogno. Klara Lidén utilizza il proprio corpo per ridefinire lo spazio urbano, alterando architetture e percezioni attraverso il movimento e l’azione performativa.
Il rapporto tra corpo, memoria e intimità è infine al centro delle opere di Moira Ricci, Diamond Stingily e Alessandro Teoldi, che affrontano temi come il confinamento domestico, il lutto, la vicinanza e il bisogno di connessione umana.
Body in Motion propone così una riflessione articolata sul corpo contemporaneo: un luogo vulnerabile ma vitale, capace di custodire esperienze individuali e collettive e di generare nuove forme di relazione con sé stessi, con gli altri e con lo spazio circostante.