In questa epoca di ansia da IA, Salle offre allo spettatore un corpus di opere che vanno al cuore della questione: quale parte della capacità umana di espressione sopravviverà all’ascesa dell’intelligenza sintetica e autodidatta? L’artista newyorkese ha dedicato quasi 50 anni di carriera alla tradizione delle immagini dipinte, ma al centro di Present-Tense Painting ha posto l’uso dell’intelligenza artificiale come strumento critico e creativo.
Lontano dall’idea di sostituire l’artista, Salle utilizza un modello di IA personalizzato addestrato principalmente sul proprio lavoro per destabilizzare il linguaggio pittorico e metterne alla prova i limiti. Il risultato è un dialogo serrato tra umano e macchina, in cui l’IA collassa, distorce, trasforma e decostruisce lo spazio compositivo, per poi riassemblare i pezzi in un nuovo insieme sintetico; mentre l’artista interviene per restituire senso e intenzione, amplificando o correggendo, introducendo nuovi elementi figurativi o cromatici.
La serie si basa sui celebri Tapestry Paintings (1989-1991), ispirati agli arazzi imperiali russi del XVIII secolo, a loro volta derivati da dipinti italiani tra XVI e XVII secolo. Questo continuo processo di traduzione e reinterpretazione – dalla pittura all’arazzo, dall’arazzo alla pittura, fino all’IA – genera immagini complesse e stratificate, in cui epoche e linguaggi convivono simultaneamente.
Nelle opere in mostra, figure e scene originarie si dissolvono in astrazioni dinamiche, mantenendo tuttavia tracce del loro “DNA” visivo. Cortigiani, nudi e nature morte si intrecciano con frammenti contemporanei, creando composizioni fluide che sfuggono a coordinate temporali e geografiche definite. La pittura a olio, tecnica antica per eccellenza, si confronta così con la tecnologia più attuale.
Inserita nel contesto storico di Palazzo Cini – tra collezioni rinascimentali e arte contemporanea – la mostra amplifica il gioco di rimandi e stratificazioni, evocando una riflessione sulla storia dell’arte come continuum attivo.