Franz Wanner (1975, Bad Tölz, vive tra Monaco e Zurigo) è interessato alle strutture di potere e ai meccanismi attraverso cui le società rimuovono il proprio passato. I suoi progetti toccano temi quali i servizi segreti tedeschi, l’industria bellica e le eredità economiche e ideologiche del nazionalsocialismo nella Germania federale. Attraverso una pratica di ricerca concettuale unisce fonti documentarie a elementi di finzione, sviluppando narrazioni complesse che riflettono sull’istituzionalizzazione dell’abitudine a distogliere lo sguardo e sui vuoti nella memoria collettiva di Germania e Alto Adige.
Per la sua prima personale in Italia, in corso a Merano dal 25 ottobre 2025 al 17 gennaio 2026, Franz Wanner affronta la storia del lavoro forzato sotto il nazionalsocialismo e le implicazioni che persistono ancora nel presente. A cura di Kristina Kreutzwald e Martina Oberprantacher, Presenze sospese. Immagini di uno sfruttamento si presenta come un progetto multimediale, con installazioni, video, testi e fotografie, distribuite in un percorso che non segue una narrazione lineare, ma intreccia opere che affrontano attraverso diversi media
questioni sociali e ideologiche.
Il progetto espositivo pensato per Kunst Meran Merano Arte consente a Franz Wanner di approfondire, attraverso fotografie, testi, film e oggetti, un capitolo rimosso della storia tedesca: il lavoro coatto sotto il nazismo, il suo radicamento sistematico nello Stato del Terzo Reich e le implicazioni che ha esercitato sulla società e sulle economie, che si protraggono fino al presente.
Nel costruire la mostra, l’artista è partito da un paio di occhiali protettivi in plexiglass realizzati a mano, provenienti dall’ex campo di concentramento di Sachsenhausen, presumibilmente realizzati con residui di materiale dell’industria bellica e indossati da una lavoratrice o un lavoratore coatto, la cui identità resta anonima. Fotografato da Wanner nel 2022, l’oggetto è assunto come simbolo di sopravvivenza, autodeterminazione, resistenza, ribellione individuale a trattamenti disumani, ma anche di oblio collettivo.
La ricerca artistica di Franz Wanner: tra arte e verità storica
Il lavoro di Franz Wanner si basa su un costante tentativo di recupero di fonti trascurate e narrazioni rimosse, che aprono nuove prospettive sul legame tra storia, presente e responsabilità collettive. Collegando la sua pratica artistica alla ricerca storica e sociale, Wanner mette in luce le connessioni tra sistemi di sfruttamento e contesti industriali, politici e sociali. Le opere esposte da Kunst Meran mostrano come il lavoro coatto fosse un fenomeno che interessava l’intera società sotto il nazionalsocialismo, da cui gran parte della popolazione tedesca ha tratto profitto, direttamente o indirettamente, in contrasto con la narrazione autoassolutoria che ancora oggi persiste e che tende a negare qualunque possibile coinvolgimento dei propri familiari. Le opere di Wanner invitano a confrontarsi criticamente con questi meccanismi collettivi di rimozione.