Platea | Palazzo Galeano presenta da venerdì 12 settembre a domenica 2 novembre 2025 Terriccio Universale, personale dell’artista Rebeca Pak (São Paulo, Brasile, 1992). L’intervento costituisce il terzo episodio di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry, edizione a cura di Gabriella Rebello Kolandra del palinsesto espositivo ideato dall’associazione lodigiana. Inaugurato a marzo con la mostra Super Super di Margherita Moscardini, seguita da Paperwork di Ulyana Nevzorova (Minsk, 2001) — ancora in corso sino al 24 agosto, presso la vetrina di Palazzo Galeano — il programma prosegue con la personale dell’artista Vashish Soobah (Catania, Italia, 1994) e con un progetto speciale di Marvin Gabriele Nwachukwu (Milano, Italia, 1996).
Considerando l’identità come risultato fluido e non definitivo di un processo culturale, la ricerca di Pak si caratterizza per un costante tentativo di rinegoziare riferimenti appartenenti a culture diverse. Il corpus di lavori che ne deriva si presenta come strumento di riflessione e di messa in discussione di determinati paradigmi: piuttosto che insistere su una particolare realtà o verità, l’opera crea contesti aperti, con l’intento di rendere possibile un confronto. Nella sua pratica il corpo viene spesso adoperato come mezzo d’indagine e posto in relazione con la dimensione urbana e architettonica degli spazi che attraversa.
Il progetto concepito per Platea è parte della serie di azioni performative dal titolo Terriccio Universale, che ha preso avvio nel 2019 a Milano ed è proseguita nello stesso anno a Roma per From Intichuma Ceremony to Francis Alys nell’ambito della mostra La strada: dove si crea il mondo presentata al MAXXI, e nel 2021 a Šiluva in Lituania, in occasione della 2nd Šiluva Art Biennial. L’happening si sviluppa attorno al concetto di terra intesa come simbolo di origine e appartenenza, partendo da uno specifico evento nella vita dell’artista: il viaggio del nonno in Corea del Sud, dopo decenni trascorsi in Brasile dove era emigrato negli anni Sessanta, per rendere omaggio alla tomba dei propri genitori. Nella tradizione funeraria coreana, ilsepolcro viene segnato da cumuli di terra che ne custodiscono la memoria. Terra,sassi, rami e foglie si intrecciano così a formare una materia organica e stratificata, mentre l’atto stesso di erigere questi rilievi, strettamente legato al rito funebre, diventa espressione di una dimensione collettiva, fatta di condivisione di gesti, compiti e ruoli.
A partire da un sacco di terra preconfezionato — il cosiddetto “terriccio universale” — l’artista instaura una relazione inaspettata con un pubblico occasionale e, al contempo, mette in discussione il termine “universale”. È lei a chiedere aiuto ad alcuni passanti per trasportare il sacco: in questo atto si attiva una riflessione più ampia sia sulla nozione di universalità insita nel nome del prodotto, sia sulla complessità del rapporto tra chi accoglie e chi è accolto.
La complessità di questa dinamica si ispira al saggio Anne Dufourmantelle invite Jacques Derrida à répondre de l’hospitalité, in cui Derrida riflette sulla polisemia della parola hôte, che in francese — così come in italiano, ospite — indica sia l’ospitante sia l’ospitato.
In occasione della mostra a Platea, Pak realizzerà l’azione per le vie del centro di Lodi. Attraverso un percorso organico che sarà delineato dallo sviluppo spontaneo del lavoro — dettato da differenti ritmi, tempi e scelte — verranno coinvolti passanti che decidano di offrire la loro disponibilità dinanzi alla richiesta dell’artista. L’happening viene documentato e restituito sotto forma di installazione site-specific all’interno dello spazio.
Così come l’intervento di Nevzorova, anche la mostra di Pak si pone in dialogo con il lavoro che Margherita Moscardini ha sviluppato per lo spazio di Platea: la scultura-scala rimane come una presenza costante nello spazio durante gli interventi degli artisti del programma Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry, favorendo una lettura stratificata di tutto il palinsesto annuale. Attraverso questo confronto, la mostra non si limita a presentare un corpus di lavori, ma contribuisce ad ampliare la stratificazione di visioni che si compone nel corso dell’anno all’interno dello spazio espositivo. In questo senso, Super Super si configura come un capitolo sempre attivo di una narrazione più ampia, che intreccia le voci degli artisti con il contesto in cui si inseriscono.
Il progetto Platea | Palazzo Galeano è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi Onlus e alla generosità dei donatori che ne hanno condiviso attività e obiettivi, e al contributo del Comune di Lodi.
Platea | Palazzo Galeano desidera ringraziare i main partner Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di tutela del Grana Padano, i partner tecnici Solux Led Lighting Technology e Verspieren Broker di Assicurazione e la Galleria Gian Marco Casini.
Il progetto grafico di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry è realizzato da Carolina Incerti.