#PCMdiaries

#PCMdiaries propone una rilettura delle esposizioni di cui ci siamo occupati, per verificarne l’attualità, coinvolgendo attivamente le persone che quotidianamente arricchiscono con la loro presenza e con il loro lavoro le nostre giornate. Con il progetto #PCMdiaries sui nostri canali Instagram e Facebook proponiamo una raccolta di video-racconti, a comporre un diario virtuale di testimonianze, ricordi e riletture – con gli occhi di oggi – su progetti espositivi già conclusi. Un modo per riflettere sulla capacità dell’arte di raccontarci il mondo in cui viviamo, di mettere in luce l’eredità di pensiero e visione che una mostra o un artista possono portarci e di restare vicini anche da lontano.

Leonardo Merlini su Cesare Viel “Più nessuno da nessuna parte” al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano
“una mostra che mi ha dato la sensazione, in quest’idea di assenza presente, di essere arrivato in un posto in cui io per tutta la vita avevo cercato di arrivare”
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Luca Beatrice su Helen Frankenthaler “Sea Change: A Decade of Paintings: 1974 – 1983” da Gagosian, Roma
“di quelle mostre che hanno costituito una stagione piuttosto importante e che noi vorremo ricordare anche se passato un po’ di tempo. Helen Frankenthaler, una figura da riscoprire”
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Manuela de Leonardis su Kiluanji Kia Henda “Something Happened on the Way to Heaven” al Museo MAN, Nuoro
“un giovane artista, ironico, intelligente, con un grande senso dello humor. Kiluanji, che ho intervistato, ci racconta una Sardegna che non è quella stereotipata”
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Maurizio Francesconi sull’asta di Artcurial all’hotel Ritz di Parigi nel 2018
“tutto quel mondo, per come si era conosciuto fino a quel momento,  che aveva resistito solo all’hotel Ritz, stava scomparendo per sempre”
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Francesca Amé sull’intervista a Ilaria Bonacossa in occasione di Artissima 2019
“ad Artissima, curata da Ilaria Bonacossa, il largo spazio che la direttrice ha deciso di dare alle artiste donne mi ha permesso di confrontarmi con lei su questo argomento”
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Matteo Bergamini su due interviste realizzate al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano: Anna Maria Maiolino nel 2019 e Teresa Margolles nel 2018
“parlammo a lungo e il personale del PAC mi venne a dire: Matteo, Teresa non ha mai parlato così tanto con nessuno in tutti questi giorni che è stata ospite a Milano”
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Valentina Tosoni ci racconta la mostra di Zehra Doğan al Museo di Santa Giulia di Brescia
“io andai perché ero proprio interessata al caso più che alla sua arte, invece ho avuto una bellissima sorpresa: le opere erano bellissime”
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Fulvio Cammarano ci racconta la mostra inaugurale di Fondazione ICA Milano
“la visita è stata coinvolgente perché ho capito l’inter-connessione tra la dimensione poetica del lavoro dello storico e la dimensione artistica”
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Ludovico Pratesi ci racconta la mostra inaugurale de La Fondazione, Roma
“ho intervistato il curatore Pier Paolo Pancotto che mi ha raccontato la genesi della mostra e come aveva immaginato questo progetto”
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Giuseppe Fantasia ci racconta BAM Biennale Arcipelago Mediterraneo, Palermo 2019, a cura di Fondazione Merz ed European Alternatives
“in quei giorni di tesori inaspettati ne abbiamo visti tantissimi, uno in particolare non posso non ricordarlo: l’incontro con l’artista Michal Rovner”
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Marco De Crescenzo ci racconta della mostra “Me and Fashion 1996-2018” di Brigitte Niedermair a Palazzo Moceningo, Venezia
“ho conosciuto Brigitte per la prima volta. È una persona speciale perché riesce con dei dettagli a creare delle composizioni fotografiche incredibili”
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Maria Chiara Valacchi ci racconta le mostre “Equivalenze (Equivalence)” e “Verso nuovi canoni (Towards New Canons)” alla Fondazione ICA Milano
“Fondazione ICA Milano si occupa di divulgare linguaggi contemporanei trasversali come bene comune in una politica di sostenibilità”
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Giacomo Nicolella Maschietti ci racconta la mostra 10×100 fabbrica d’arte contemporanea dell’azienda Giovanardi
“Artisti importantissimi, cito tra tutti Patrick Tuttofuoco, che ha fatto una scultura realizzata con i macchinari avanzatissimi della Giovanardi”
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Giulia Bortoluzzi ci racconta la mostra “Luogo e Segni”, a cura di Martin Bethenod e Mouna Mekouar a Punta della Dogana
“tra i versi, mi sono soffermata su alcuni di Etel Adnan con cui mi piacerebbe dare una riflessione in termini ottimistici di questo periodo di sospensione”
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Desirée Maida ci racconta di BAM-Biennale Arcipelago Mediterraneo, Palermo a cura di Fondazione Merz ed European Alternatives
“BAM 2019 ha avuto il merito di rileggere e approfondire la modalità di mostra diffusa, dando vita a dei dialoghi di natura assolutamente peculiare”
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Alessandra Mammì ci racconta la mostra “Madame Fisscher”, concepita da Urs Fischer e dalla curatrice Caroline Bourgeois a Palazzo Grassi
“la ricordo come una delle più belle mostre, delle più divertenti, degli ultimi 10 anni. Ho riletto l’articolo che avevo scritto, e sono d’accordo con me stessa”
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Silvia Icardi ci racconta la mostra “Veduta” di Velasco Vitali da M77 Gallery a Milano
“è una di quelle mostre che si ricordano: era esposta una tela di dimensioni macro che con l’allestimento tanto azzardato contribuiva a rendere l’esperienza quasi viva”
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Marco Marelli ci racconta di due progetti di Fondazione ICA Milano “Hans Josephsohn” e “Galleria dell’Ariete”
“ICA è un luogo magico, un luogo che a Milano mancava, e che permette agli artisti non tanto di esporre delle opere ma di creare insieme dei nuovi lavori”
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Stefano Castelli ci racconta della mostra “Martial Raysse” curata da Caroline Bourgeois a Palazzo Grassi
“gli enormi affreschi che l’artista realizza negli ultimi decenni sono perturbanti: non era bastato per comprenderli vederli in molte riproduzioni e in singoli esemplari”
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Saverio Verini riflette sulla durata effettiva delle mostre, su cosa rimane una volta terminate e sul valore del ricordo e dell’esperienza diretta.
“il ricordo personale, l’esperienza diretta all’interno dello spazio espositivo, ci rendiamo bene conto oggi in questo periodo in cui siamo costretti a stare a casa, è insostituibile”
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Pietro Marino ci racconta la grande personale di Damien Hirst a Palazzo Grassi e Punta della Dogana
“credo che la mostra resterà nella storia perché ha toccato il culmine di una finzione meravigliante”
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Elena Bordignon ci racconta la mostra “Eel Soup” di Federico Clavarino e Tami Izko da Viasaterna

“la particolarità sta nell’aver avvicinato due sensibilità e due linguaggi espressivi lontani ma intrecciati”

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