Cartography | Lancio di Cartography n. 9 | Marsèll Paradise

 

CARTOGRAPHY N. 9

 

Marsèll Paradise, Milano

30 novembre 2021, ore 19.00

 

Cartography, testata semestrale bilingue dedicata alla cultura del viaggio, edita in Italia e di ispirazione internazionale, festeggia la pubblicazione del Numero 9, con uno speciale appuntamento aperto al pubblico.

Martedì 30 novembre 2021, dalle 19.00 alle 21.00, presso Marsèll Paradise, Luca Pitoni, grafico, giornalista e docente presso il Politecnico di Milano, Franco La Cecla antropologo e Davide Coppo, editor di Rivista Studio, tra gli autori che hanno contribuito alla realizzazione dell’ultima edizione di Cartography, conducono un dialogo alla scoperta delle storie, delle emozioni e delle ispirazioni che hanno nutrito la costruzione del Numero 9.

Cartography ha infatti viaggiato 9 giorni in Georgia, 16 nelle Galápagos Ecuador e 3 in Lapponia svedese raccogliendo storie uniche dei paesaggi e delle comunità che li abitano, documentando visivamente ciascun incontro e ogni singola visione con servizi fotografici realizzati ad hoc. Tanti gli autori che hanno prestato la propria voce, gli occhi o la penna per restituire al lettore queste esperienze: Anna Castelli, Rodolphe Christin, Davide Coppo, Bea De Giacomo, Stephen Gill, Adrianna Glaviano, Ruska Jorjoliani, Leslie Kern, Parag Khanna, Franco La Cecla, Lawrence Osborne, Jacopo Ottaviani, Valentina Pigmei, Luca Trevisani.

La frastagliata geografia della Georgia e la sua travagliata storia vanno di pari passo, fatte come sono di faticose ascese e brusche discese, poca aria, poca distensione per tirare il fiato. Come la vita, tutto sommato. In questa scarpinata, man mano che si va avanti, si capisce sempre meglio che i sensi eccedono le parole. Forse il miglior pregio della natura del georgiano è l’essere in grado di trasgredire la propria singolarità, di non considerarsi per se stesso, ma proiettarsi nell’altro e aprirsi al possibile.

Cosa c’è di tanto straordinario nell’arcipelago delle Galápagos da avere la forza di evocare, in chi visita e immagina queste isole, gli scenari più affascinanti e allo stesso tempo quelli più ambigui? Splendide e selvagge, dalla natura di turbolenza pietrificata, con il nero abbacinante delle colate laviche, la presenza affollata di esseri viventi, sono luoghi incastonati nel mare, difesi dalla loro irraggiungibilità. È difficile rispondere, ma basta pronunciarne il nome per vedere in chi ascolta risvegliarsi un’attenzione mista a curiosità. È la reazione di chi in qualche modo “sa”, ne ha sentito parlare, le ha immaginate e sognate. Non a caso per secoli le Galápagos sono state chiamate Islas Encantadas. L’incanto qui non è quello estetico, il meraviglioso, ma quello magico, l’incantesimo.

Si può ancora viaggiare? Ci si potrebbe domandare, a questo punto, se il viaggio non vada oltre il turismo: sì, lo trascende, perché in teoria accompagna ogni forma di spostamento, poiché si considera il viaggio non soltanto un desiderio, ma anche il risultato dell’esperienza corporale, psicologica, sensibile e intellettuale legata al fatto di muoversi nello spazio, a prescindere dalle forme e dalle motivazioni dello spostamento.

Il viaggio appare in verità una mossa dello spirito, un’esperienza particolare della mente e del corpo. In altre parole, è un’esperienza del mondo che le infrastrutture turistiche compromettono e che invece farebbero bene a preservare.

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