Per Platea | Palazzo Galeano, Diana Lola Posani presenta Fiaba, progetto che esplora la voce come materia viva, capace di evocare al tempo stesso meraviglia e inquietudine. Attraverso una vocalità non convenzionale, il corpo diventa strumento di risonanza di stati psicofisici estremi, trasformando il trauma in un’esperienza sonora condivisa che supera la dimensione autobiografica.
Al centro della performance di Posani vi è l’uso dei vocalizzi di animali morenti, impiegati non con finalità terapeutiche ma come linguaggio alternativo e ipnotico, capace di confrontare il pubblico con l’intensità della vita, della paura e dell’ineffabile.
All’interno di Fivefold Tuning, Fiaba prenderà forma come una traccia audio, entrando a far parte della stratificazione progressiva del progetto espositivo.
La pratica Diana Lola Posani si sviluppa tra performance, arte sonora e piattaforme curatoriali, ed è attraversata da una tensione costante riflessione sul rapporto tra processo artistico e processi di guarigione. Questa tensione non si configura né come obiettivo dichiarato né come esito terapeutico, ma come postura di lavoro che assume ambiguità, vulnerabilità e incompletezza come condizioni operative.
Una parte della sua ricerca sul trauma si sviluppa attraverso pratiche non convenzionali che appartengono al suo repertorio, come la sperimentazione di stati corporei generati dall’apnea. Tali pratiche non mirano a rappresentare il trauma, bensì ad attraversarlo, attivando condizioni psicofisiche in cui controllo, resistenza e perdita vengono continuamente messi in tensione. Le partiture fisiche e sonore prendono forma dalla ricerca di stati psicofisici indotti da specifiche configurazioni sonore e spaziali.