Il progetto Liquid Tongues, curato da Ewa Chomicka e Jolanta Woszczenko, è stato selezionato per rappresentare la Polonia alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2026. Realizzato dagli artisti Bogna Burska e Daniel Kotowski, con la partecipazione del Choir in Motion (Chór w Ruchu), il progetto è stato scelto dalla giuria del concorso per il Padiglione Polacco e approvato dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.
Bogna Burska è una rinomata artista visiva e drammaturga polacca, il cui lavoro è stato presentato in importanti istituzioni in Polonia e a livello internazionale. Daniel Kotowski è un artista e performer di primo piano, noto per le sue ricerche innovative sull’esperienza e sul linguaggio delle persone sorde, con mostre nei principali centri d’arte europei.
Liquid Tongues è un’installazione audio-video in cui il Choir in Motion (Chór w Ruchu), un gruppo composto da performer udenti e sordi, interpreta i codici di comunicazione e i canti delle balene sia in inglese parlato sia nella Lingua dei Segni Internazionale (International Sign – IS). Il progetto esplora modalità alternative di comunicazione, ispirate alle
Con te con tutto di Chiara Camoni anima gli spazi del Padiglione Italia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La mostra, a cura di Cecilia Canziani, è una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l’incontro e la condivisione con le altre forme di vita, lasciando spazio alla meraviglia, al sentire, al dialogo, alla contemplazione, al fluire del tempo che tutto trasforma.
A partire dalla pratica di studio di Camoni, basata sulla collaborazione la co-creazione, anche il progetto curatoriale si apre per includere altre voci, assumendo una dimensione corale.
La mostra si compone di opere realizzate appositamente per la mostra e lavori esistenti, secondo una pratica combinatoria, di riutilizzo e risemantizzazione, già utilizzata dall’artista e suggerita dalla stessa natura delle sue opere. Ai materiali noti del lavoro dell’artista se ne uniscono di inediti: plastiche riciclate, scarti di lavorazioni industriali e oggetti trovati sono qui convocati a raccontare il paesaggio contemporaneo, invitandoci a riconoscere la bellezza anche nello scarto.
Con te con tutto è un progetto concepito per tutte e per tutti. L’inclusione ha rivestito un ruolo essenziale nell’ideazione della mostra con l’obiettivo di ampliare le possibilità di accesso all’esperienza artistica, tenendo conto delle diverse modalità percettive e dei differenti livelli di familiarità linguistica e culturale.