Ad avviare Fivefold Tuning è Liliana Moro con | senza | soluzione di continuità, intervento concepito appositamente per Platea che definisce il ritmo e la struttura dell’intero progetto. Attorno alla sua opera si sviluppa un dialogo continuo con quattro artisti emergenti, chiamati a intervenire progressivamente nello stesso spazio, modificandolo e ridefinendolo nel corso dei mesi.
La seconda tappa è affidata a Federica Balconi, che con la scultura Guastafeste introduce un elemento ironico e volutamente spiazzante all’interno dell’installazione di Moro. Attraverso una ricerca che intreccia progettazione, architettura e design, Balconi mette in discussione la funzionalità dei materiali e delle strutture, trasformando un semplice festone in una presenza scultorea fragile, disfunzionale e sorprendente, capace di instaurare un nuovo dialogo con la vetrina di Platea e con lo spazio urbano.
Il percorso prosegue con Lorena Bucur, che presenta Resto poco, torno presto, un intervento nato dall’osservazione del territorio lodigiano e dal confronto diretto con le opere già presenti. Lavorando sugli elementi architettonici che segnano la soglia tra spazio pubblico ed espositivo, l’artista utilizza il cemento come supporto per immagini fotografiche raccolte durante la propria residenza, trasformando superfici normalmente invisibili in luoghi di memoria. La sua ricerca riflette sul rapporto tra permanenza ed erosione, facendo emergere il tempo come materia stessa dell’opera.
Nel corso del 2026 il progetto si completerà con gli interventi di Diana Lola Posani e Andrea Di Lorenzo, che entreranno progressivamente a far parte dell’installazione, contribuendo a un organismo espositivo in costante evoluzione. Come suggerisce il titolo Fivefold Tuning, ogni nuova presenza rappresenta una voce che si accorda alle altre in un processo di ascolto reciproco, dove ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta trasformato dalle relazioni che si instaurano con lo spazio, le opere precedenti e il pubblico.