La mostra dedicata ad Amar Kanwar, concepita da Jean-Marie Gallais, riunisce due grandi installazioni multimediali realizzate a quasi vent’anni di distanza: The Torn First Pages (2004–2008) e The Peacock’s Graveyard (2023). Figura di riferimento dell’arte contemporanea indiana, Kanwar intreccia documentazione, archivio, narrazione e immagini poetiche per indagare le dinamiche del potere, della violenza e della resistenza. Se The Torn First Pages racconta la lotta per la democrazia in Myanmar attraverso documenti, video e testimonianze ispirati a un gesto di protesta contro la dittatura militare, The Peacock’s Graveyard costruisce un ambiente immersivo fatto di immagini, musica e racconti metaforici che riflettono su giustizia, memoria, diritti umani e rapporto tra l’uomo e la natura. Il dialogo tra le due opere restituisce una meditazione profonda sul presente e sulla capacità delle immagini di trasformarsi in strumenti di consapevolezza e resistenza.
Con una grande mostra monografica, Michael Armitage presenta oltre centocinquanta opere tra dipinti, disegni e nuove produzioni che ripercorrono il suo linguaggio pittorico, tra i più originali della scena contemporanea. Nato in Kenya e attivo tra Africa orientale e Indonesia, Armitage costruisce un universo visivo in cui storia, cronaca, mitologia, letteratura e memoria personale si fondono in composizioni di intensa forza narrativa e cromatica. Guerre, migrazioni, violenza politica, crisi sociali e abusi di potere convivono con immagini sospese tra realtà e immaginazione, dando vita a paesaggi complessi e stratificati. Dipinte su tradizionali tessuti ricavati dalla corteccia d’albero, le sue opere trasformano la materia stessa del supporto in parte integrante della narrazione, restituendo una pittura capace di mettere in discussione lo sguardo e di offrire nuove prospettive sulla contemporaneità.