La pratica di Kate Newby nasce dall’osservazione dei luoghi e delle loro caratteristiche: architetture, materiali, luce, passaggi e dettagli quotidiani diventano parte integrante di opere che intervengono nello spazio senza imporsi su di esso. Attraverso sculture e installazioni prevalentemente realizzate a mano, l’artista amplia i confini della scultura e crea un dialogo tra oggetto, architettura, paesaggio e movimento del pubblico.
Per la Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo, Newby ha sviluppato un progetto site-specific che mette in relazione l’ex Chiesa settecentesca delle Dimesse, con i suoi stucchi, le statue, le nicchie e l’altare in marmo policromo, e l’adiacente ampliamento contemporaneo, caratterizzato da spazi essenziali e illuminazione al neon. Nella chiesa, migliaia di piccole pozzanghere in porcellana e vetro colorato si raccolgono ai piedi dell’altare vuoto, come una sorta di “anti-reliquia”. Negli spazi contemporanei, pozzanghere in gres, un carillon a vento e un’installazione di corde, vetro e bronzo invitano il pubblico a muoversi attraverso l’opera e a sperimentare prospettive differenti.
Tra accumulo e sottrazione, monumentalità e misura, passato e contemporaneo, The leaves were brighter than the grass aggiunge nuovi strati alla storia del luogo, trasformandone la percezione attraverso gesti minimi, materiali quotidiani e tracce del corpo dell’artista.