All’indomani della Seconda guerra mondiale, gli artisti avvertono la necessità di superare i codici tradizionali della rappresentazione, affidando alla materia, al gesto, al segno e al colore il compito di dare forma a una realtà profondamente mutata. Nasce l’arte informale, più che un movimento unitario, una costellazione di esperienze accomunate dalla ricerca di un linguaggio nuovo, capace di confrontarsi con la caotica complessità del presente.
Carla Accardi, Afro, Renato Birolli, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Tancredi, Giulio Turcato ed Emilio Vedova, sono solo alcuni degli artisti rappresentati in mostra, protagonisti di una stagione fondamentale dell’arte italiana del Novecento.
L’esposizione prende avvio dalle opere della Corporate Collection BPER e si arricchisce di un significativo nucleo di prestiti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private. Ne nasce un percorso che ricostruisce una delle stagioni più significative dell’arte italiana del Novecento attraverso il confronto tra opere abitualmente conservate in contesti differenti, offrendo una lettura ampia dell’arte informale e mettendo in luce la ricchezza delle relazioni tra artisti, linguaggi e ricerche.