La mostra isola uno degli elementi ricorrenti nella pratica dell’artista – il fiore – per esplorarne il potenziale sovversivo nelle sue molteplici declinazioni: naturali e simboliche, artificiali e distruttive, intime e confessionali. Attraverso questa prospettiva, il progetto propone una rilettura della ricerca di Camoni, mettendone in luce la complessità e offrendo un contrappunto alle interpretazioni prevalentemente ecofemministe e ai valori positivi generalmente associati alla sua pratica.
Ispirato all’omonima raccolta poetica di Charles Baudelaire, Le Fleurs du mal, la mostra suggerisce che la bellezza si compia pienamente solo quando accoglie anche il suo lato più oscuro, perturbante e ambiguo. Il percorso espositivo riunisce una selezione di opere di Chiara Camoni, affiancate da nuove produzioni site-specific realizzate dall’artista. Natura, desiderio, vulnerabilità e inquietudine si intrecciano in un dialogo con gli spazi storici del palazzo e con una selezione di opere di altri artisti.