Giunta alla sua terza edizione, Inserzioni conferma il proprio ruolo di laboratorio permanente del Castello di Rivoli. Pensato per invitare artisti contemporanei a confrontarsi con l’architettura incompiuta del Castello e con il percorso della Collezione, il progetto trasforma periodicamente le sale del Museo in una mostra in costante evoluzione.
Le nuove commissioni di Haris Epaminonda, Christelle Oyiri e Sung Tieu affrontano alcune delle questioni più urgenti della contemporaneità: la migrazione delle persone e delle forme culturali, il rapporto tra architettura e costruzione dell’identità, la memoria come materia attiva del presente e le strutture invisibili che regolano la società globalizzata. Pur attraverso linguaggi profondamente differenti, le tre artiste condividono una riflessione sullo spazio come dispositivo culturale e politico. La casa, il museo, l’architettura diventano luoghi nei quali si sedimentano appartenenze, gerarchie, ricordi e forme di potere.
Per Haris Epaminonda, il Castello diventa un portale che mette in dialogo la sala sontuosamente decorata di Juvarra con Casa Mollino, rivelando corrispondenze inaspettate tra due modi radicalmente diversi di costruire lo spazio come rappresentazione dell’identità e, attraverso la frammentazione, aprendolo a molteplici letture e narrazioni.
La nuova opera commissionata a Sung Tieu, un’installazione site-specific realizzata per il Castello di Rivoli, indaga sulle forze che plasmano la memoria collettiva e il senso di appartenenza. Attraverso un intervento architettonico, l’opera riflette su come le storie siano radicate negli spazi, nelle strutture e nell’esperienza vissuta.
Utilizzando la Piramide di Memphis sia come protagonista che come monumento, Christelle Oyiri ripercorre il destino dei simboli nel cinema, nella scultura e nelle installazioni. Il suo lavoro segue la trasformazione delle architetture sacre in spettacolo commerciale, interrogandosi su come la fede riesca a sopravvivere alle fratture storiche mutando continuamente attraverso la musica, la cultura popolare e gli immaginari della diaspora nera.