PERFORMING PAC è un progetto espositivo che mette in dialogo la memoria storica del PAC con le pratiche artistiche contemporanee, trasformando l’archivio in uno strumento di rilettura del presente. Attraverso la ricostruzione di una mostra del passato e il coinvolgimento di artisti contemporanei, il format attualizza temi, linguaggi e questioni ancora centrali nel dibattito artistico.
Questa edizione prende avvio da una storica esposizione del 2001 dedicata a Kurt Schwitters, Kurt Schwitters. Collages, dipinti e sculture 1914-1947, curata da Karin Orchard con la collaborazione di Luigi Sansone. Al centro della ricerca dell’artista c’era il concetto di “Merz”, termine con cui l’artista definiva una pratica fondata sull’assemblaggio di frammenti, materiali di recupero, immagini, parole e suoni provenienti dalla realtà quotidiana. Attraverso collage, sculture, poesia sonora e ambienti immersivi, Schwitters sviluppò un linguaggio aperto alla contaminazione tra discipline e alla continua trasformazione delle forme.
Particolare rilievo assume il Merzbau, opera ambientale in costante evoluzione costruita attraverso l’accumulo e la stratificazione di elementi eterogenei. Considerato un precursore delle pratiche installative contemporanee, il Merzbau proponeva un’esperienza spaziale in cui opera, architettura e memoria si intrecciavano in un organismo in continua crescita.
Sono stati invitati a confrontarsi con questa eredità artisti che, attraverso pratiche differenti, esplorano temi legati alla stratificazione, alla trasformazione e alla ricomposizione del reale: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg.
Il progetto si intreccia inoltre con la storia stessa del PAC, spazio ricostruito e ricomposto nel tempo, luogo in cui si sono sedimentate esperienze, opere e memorie collettive. Un contesto che rende ancora più attuale la riflessione sulla capacità dell’arte di rigenerare forme, significati e relazioni a partire da ciò che resta.